30-03-2010 Giornale di Brescia
Prodigi e magie dei campanari di Chiari
La famiglia Rubagotti da mezzo secolo fabbrica concerti. Il sistema di azionamento elettronico.
Din don dan. Fra Martino ha smesso di fare il campanaro (l'età, la fatica, la noia dell'abitudine...), ma i rintocchi squillano come e più di prima. Adesso è un sacrestano più giovane e vigoroso ad agitare la corda? Macchè. Muscoli e braccia non centrano: sono gli impulsi di un aggeggio elettronico a muovere una catena e dunque i bronzi. L'antico Fra Martino ora si chiama RCTouchBell, un computer touchscreen, strumento nuovissimo introdotto dai campanari di Chiari, vale a dire gli artigiani della ditta Carlo Rubagotti. Esperienza e tecnologia, conoscenza e pratica, ingegno e buon senso si sommano per continuare una storia che riguarda il lavoro, l'economia, la religiosità, le tradizioni. Insomma la vita.
Raccontiamola, allora, questa storia. A partire dal 1962, quando il clarense Carlo Rubagotti, classe 1944, si impiega come apprendista nella ditta Filippi di Chiari, storica fabbrica di campane e orologi da torre. <<Cominciai nell'officina>> ricorda Carlo mentre armeggia intorno ad un bronzo nel capannone dell'azienda di famiglia, nella zona industriale di Cologne. Dal 2006 è pensionato, avendo ceduto l'azienda ai figli Giacomo e Luca, ma le mani sporche di unto dicono più di tante parole sulla tenacia di una passione: <<Sa, non riesco a stare fermo...>>. L'officina Filippi, dunque. <<All'inizio preparavo i motori, le parti di ferramenta, la castellatura da montare>>. Poi, via via, apprende i segreti del montaggio vero e proprio, delle posa, della costruzione e del restauro. Insomma, la tecnica dell'arte. Nel 1978 il salto: chiude la Filippi e Rubagotti si mette in proprio.
<<Facevamo anche una cinquantina di impianti l'anno: conti lei quante campane di quanti paesi ho maneggiato in tanti anni...>>. Senza contare gli orologi. Un esercito, davvero. Carlo Rubagotti si aggira per il capannone e spiega agli ospiti la funzione di macchine, oggetti, utensili, parti meccaniche. <<L'unica operazione che non facciamo è la fusione delle campane>>. I batacchi arrivano da Bienno, dalla fucina di Carlo Pedretti che li modella all'antica con il maglio. I Rubagotti hanno messo a punto anche una tecnica particolare di pulitura senza acidi, basata sulla sabbiatura e l'uso di abrasivi inerti e naturali come i gusci di noccioline: così il bronzo non si intacca e il suono si mantiene come l'originale. Nel 2001, per conto del Vaticano, i Rubagotti hanno costruito e posato il concerto di una chiesa cattolica di Tirana: <<Sei campane a slancio>> spiega Giacomo. <<Abbiamo inviato i pezzi smontati in Albania e poi, in una settimana, li abbiamo assemblati>>. Tantissimi i lavori nel bresciano e nel nord Italia. L'azienda ha curato le campane della parrocchia di Cristo Re a Brescia, del duomo di Desenzano, della basilica di S. Andrea di Mantova, del santuario di S. Maria al Sacro Monte di Varese, del duomo di Bormio. A Milano ha sistemato orologi e campane del Castello Sforzesco, della Biblioteca Sormani, del Palazzo Reale, del Tempio Civico di S. Sebastiano, delle chiese del S. Redentore e di S. Maria del Rosario, a Pozzolengo l'orologio della torre.
Papà Carlo ha trasmesso ai figli il lavoro, l'abilità, la perizia. Ma soprattutto la passione, rinfrancata da nuove idee e della collaborazione con un altro giovani. Giorgio Campiotti. Milanese di origine e rudianese di adozione, quest'ultimo non aveva nulla a che fare con le campane. Almeno fino a poco tempo fa, quando incontrò i Rubagotti. Campiotti è un informatico, titolare della società Globalfox srl (sviluppo di software) ed inventore con i Rubagotti del campanaro... virtuale.
E qui siamo arrivati alla parte più recente della storia. Al sistema RCTouchBell, dove si sposano tecnologia ed esperienza, elettronica e timpano umano. E' un impianto che garantisce alle campane il suono originario attraverso l'oscillazione non più provocata dalla corda mossa da braccia umana, bensì da una catena che risponde ad impulsi elettronici. <<Ovviamente - spiega Campiotti - abbiamo studiato la corrispondenza fra suono e movimento, replicandola>>. Azionare il sistema è semplicissimo: basta scegliere la modalità voluta e toccare la casella corrispondente sul computer touch screen (un pannello) per far partirre il meccanismo o programamre le funzioni.
Si fa presto a dire campane a stormo oppure a distesa. Sono decine le possibilità, secondo il calendario liturgico, le consuetudini, le funzioni religiose, i bisogni. C'è il suono per l'agonia, per il funerale di uomo o donna, per il battesimo, la messa feriale o festiva... Non solo. La suoneria può essere programmata. Spiega Campiotti: <<L'impianto per le campane del duomo di Chairi, realizzato nel maggio 2009, ha memorizzato una quarantina di suonate quotidiane>>. Naturalmente il sistema spacca il secondo: <<E' radiocontrollato - conferma l'esperto - collegato con l'ora esatta di Francoforte che trasmette in tutta Europa>>. E poi ci sono le melodie, migliaia di possibilità disponibili nel computer naturalmente di carattere religioso o comunque consone. <<Non dobbiamo dimenticare - dice Giacomo Rubagotti - che il nostro è un lavoro delicato, che deve essere rispettoso della chiesa e della religione>>.
Fra i vantaggi del sistema c'è il comando a distanza. Il via, infatti, può essere dato anche con un sms dal blackberry o dal cellulare: una bella comodità per sacerdoti e sacrestani che devono seguire più parrocchia o soddisfare un'urgenza. Non è finita. L'RCTouchBell può controlalre caldaie, illuminazione, ventilatore, orologio e quant'altro. Dal marzo 2009 sono una quindicina le chiese che hanno installato il sistema: fra le altre le parrocchia di Nave, Chiari, Ome, Rho (Milano), S. Carlo a Milano, Cortemaggiore (Piacenza), Velate (Varese), Cassano Magnano (Varese), Vanzago (Milano), Cantello (Varese), Albaredo (Pavia). Fra Martino, degnamente sostituito, può godersi il meritato riposo.
Enrico Mirani.
