30-03-2010 Giornale di Brescia Gufo
Il <<gufo>> scacciapiccioni dalle chiese
Un robot installato sul tetto funziona come dissuasore ecologico. Antiche lavorazioni
Il gufo gira la testa, agita le ali ed emette versi. Il piccione lo guarda circospetto, osserva il suo movimento e alla fine decide che è meglio squagliarsela. Spicca il volo per andare altrove a rovinare intonaci e coperture con le sue delezioni. Missione compiuta per il gufo robotico. Sì, perchè si tratta di un fantoccio in resina, precisamente un richiamo per la caccia a cui è stato inserito un meccanismo automatico. Il segnale arriva dal sistema di controllo RCTouchBell (vedi l'articolo a fianco), che comanda versi e movimenti diversi in modo che il piccione - potenziale inquinatore - dice Giorgio Campiotti - si elimina dal tetto delle chiese il problema piccioni, senza ricorrere a veleni o ad impianti che deturpano le architetture>>.
Il gufo dissuasore ecologico è già in funzione su alcune chiese: <<la parrocchia di Gorgonzola ci ha chiamato per installarne due>>. Sembra che l'idea possa avere un uso più ampio: <<L'aereoporto di Pisa ci ha interpellato per saperne di più...>>.
Attualmente l'azienda Rubagotti ha aperto una decina di cantieri nel nord Italia. I dipendenti sono una decina. Giacomo e Luca, figli del fondatore, seguono direttamente i lavori. <<I parroci, giustamente, vogliono avere come referenti i titolari>> commenta Giacomo. Si tratta di un lavoro che conserva in gran parte la natura artigiana. <<Alcuni pezzi, come i tiranti, devono essere di ferro dolce e dunque li fabbrichiamo noi, usando la nostra fucina>>. A dimostrazione, in un angolo ci sono una grossa incudine ed un martello che attendono di essere usati.Tutte le parti (contrappeso, ruota, perni...), e le fasi di costruzione del concerto campanario (eccetto la fusione del bronzo e i battacchi) vengono eseguite dai Rubagotti e dai loro collaboratori. <<Non è facile trovare manodopera in questo lavoro, ma per fortuna c'è ancora chi vuole imparare un mestiere che è si sacrificio, ma pure di soddisfazione>>.
La pulizia delle campane, la manutenzione o la costruzione dei castelli restano le attività principali. Le castellature sono in acciaio, ma da alcuni anni l'azienda ha recuperato la lavorazione in legno: in particolare rovere, larice e castagno curato con cere d'api, oli di lino, impregnanti naturali. Tecniche moderne e pratica tradizionale insieme per conservare il suono <<puro>> delle campane. O il movimento preciso degli orologi sulle torri.
Enrico Mirani
